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Introduzione

Ferrari 365 California - 1966

1966

365 California

Presentata al Salone di Ginevra del 1966, è uno degli esempi più riusciti di vettura scoperta di stile italiano. Pininfarina vestì la raffinata meccanica del V12 da oltre quattro litri con un corpo vettura di rara eleganza ed equilibrio, facendone il modello di riferimento per la categoria degli spider/lusso ad alte prestazioni. Il prezzo elevato e l’immagine esclusiva la destinarono ad un mercato d’élite: ne furono prodotti solo quattordici esemplari.

Focus on

La produzione limitata ed esclusiva di modelli Ferrari si concluse negli anni sessanta con la 365 California, una cabriolet disegnata da Pininfarina che fu esposta al Salone di Ginevra nel 1966.
Questo modello fu essenzialmente l’erede diretto della 500 Superfast Coupè, pur con un tettuccio ripiegabile in tela, e fu prodotto nel corso del 1966 e nei primi mesi del 1967 in 14 esemplari.
I numeri di telaio furono compresi tra lo 09217 e il 10369, due di questi – 09985 e 10369 – furono assegnati a vetture con la guida a destra.
La piccolissima produzione rende questo modello ancora più raro della 500 Superfast e non tenendo in considerazione la 275 GTS4 NART Spyder, la 365 California è la più rara Ferrari di serie prodotta negli anni sessanta.

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Ferrari 365 California - 1966
Ferrari 365 California - 1966

La Storia

Il telaio numero 08347 fu il prototipo della serie e fu costruito su uno chassis tipo 571, solitamente utilizzato per la 330 GT 2+2. La produzione di serie, invece, iniziò con il numero di telaio 09127 ed utilizzò lo chassis con numero di riferimento interno 598. Come per la 500 Superfast, i telai erano inviati a Pininfarina che li carrozzava e li rifiniva nella sua azienda di Grugliasco, in seguito le vetture tornavano alla Ferrari dove si provvedeva all’installazione della parte meccanica. Tranne che per alcuni dettagli di secondaria importanza, come i gruppi ottici anteriori ricoperti in Plexiglas, i faretti antinebbia a scomparsa sul musetto, la mancanza di sfoghi per l’aria sui pannelli laterali, la presenza di un rigonfiamento centrale sul cofano motore e la nervatura ai lati della carrozzeria, dal parabrezza in poi la 365 California era visivamente molto somigliante al modello 500 Superfast.

Le differenze iniziavano ad essere evidenti a partire dai montanti, e proseguivano verso la coda della vettura. Nella parte superiore delle portiere era presente un incavo a forma di freccia che si estendeva nella parte iniziale del parafango posteriore, l’incavo era diviso in due parti da un listello di metallo cromato, incorporante la maniglia per l’apertura. Questo tipo di dettaglio era già stato utilizzato da Pininfarina sul prototipo della Dino, presentato al Salone di Parigi 1965, e si sarebbe poi visto per oltre vent’anni sui modelli delle serie 206/246 e 308/328. Il parafango posteriore s’incurvava leggermente verso l’alto nei pressi del passaruota, per poi scendere accompagnando la linea piatta del cofano bagagli e terminando in una peculiare coda tronca dai tratti piuttosto tesi, abbastanza strana considerando le linee sinuose adottate per il frontale della vettura.

La Scocca

Come sulla 500 Superfast, la 365 California era provvista di gruppi ottici posteriori realizzati in esclusiva: il loro disegno era piuttosto angolato poiché doveva seguire la linea della coda, ed erano provvisti di tre luci rotonde circondate da materiale riflettente. Tuttavia, vi furono differenze da vettura a vettura nel tipo di colore adottato per il materiale riflettente, e addirittura in certi esemplari le tre luci circolari si presentano diverse. Sempre come già visto sulla 500 Superfast furono previsti quattro semi paraurti avvolgenti, uno per ogni angolo della carrozzeria, anche se un esemplare su telaio n. 08631 fu dotato di un paraurti posteriore unico: in questo caso, quando nel 1970 la macchina fu inviata in Ferrari per un rinnovamento, fu necessario modificare le luci posteriori. Su queste automobili fu confermata l’adozione delle ruote a raggi Borrani, anche se ormai la grande maggioranza delle Ferrari prodotte in serie utilizzava le ruote in lega leggera come equipaggiamento standard.

L’abitacolo rivestito in pelle offriva l’ospitalità tipica di una 2+2, e le grandi portiere assicuravano un accesso agevole alla zona posteriore. La plancia era realizzata con un pannello piatto in legno tek impiallacciato, che scendeva con due ampie curve nella zona centrale andando a formare la parte anteriore della console situata al centro della vettura. Il tutto proseguiva poi attraverso i sedili anteriori e raggiungeva la zona retrostante, formando un poggia braccia tra le poltroncine posteriori. Il tachimetro e il contagiri erano due strumenti separati di grandi dimensioni, posti proprio davanti al pilota, mentre nel centro della plancia erano sistemati tre strumenti più piccoli che indicavano la temperatura dell’olio, quella dell’acqua e la pressione del lubrificante. Sotto di loro era stato ricavato uno spazio per la radio, affiancata dall’indicatore di livello carburante e da un amperometro. I finestrini elettrici ed erano comandati da due pulsanti a doppia via messi ai lati dell’accendisigari sulla console centrale, dietro alla leva del cambio e al portacenere. Non era disponibile un comando che permetteva di aprire il cofano bagagli dall’esterno, come pure non esisteva la possibilità di aprire da fuori lo sportellino per accedere al tappo del serbatoio carburante: queste funzioni erano realizzate tramite due levette cromate, site nella parte posteriore dell’abitacolo.

Ferrari 365 California - 1966

Telaio e Motore

I corpi vettura furono montati su un telaio avente un passo di 2650mm con numero di riferimento interno 598, e ricevettero la numerazione dispari tipica delle automobili stradali, senza nessun tipo di suffisso. Furono costruiti su una linea di montaggio molto simile a quella della coeva 330 GT 2+2, e come su quest’ultima vettura troviamo le sospensioni anteriori a ruote indipendenti, il ponte rigido posteriore con molle a balestra e ammortizzatori idraulici, quattro freni a disco con circuito di comando separato per l’assale anteriore e per quello posteriore. Il modello fu dotato anche di servosterzo, un optional disponibile solo sulle ultime serie della 330 GT 2+2.

Il motore era un V12 da 4,4 litri a singolo albero a camme in testa per bancata di cilindri, con numero di riferimento interno 217B, cilindrata totale di 4.390cc, alesaggio e corsa 81 x 71. Le candele d’accensione erano alloggiate nella parte esterna della “V” formata dai cilindri, l’alimentazione era assicurata da una batteria di tre carburatori Weber doppio corpo 40 DFI/4, era presente una doppia bobina e i distributori d’accensione erano sistemati nella parte posteriore dell’unità motrice. La potenza dichiarata era di 320 cavalli. Il propulsore era abbinato ad un cambio con cinque velocità tutte sincronizzate più retromarcia, il moto era trasferito al ponte rigido posteriore tramite un albero di trasmissione. Questo dodici cilindri era basato sul progetto di Gioachino Colombo a “blocco motore corto”; in seguito fu aggiornato e trovò impiego sui modelli 365 GTC/S e 365 GT 2+2.

Scheda Tecnica

motore 12 cilindri

Motore anteriore, longitudinale, 12V 60°
Alesaggio e corsa 81 x 71 mm
Cilindrata unitaria 365,86 cm3
Cilindrata totale 4390,35 cm3
Rapporto di compressione 8,8 : 1
Potenza massima 235 kW (320 CV) a 6600 giri/min
Potenza specifica 73 CV/l
Coppia massima -
Distribuzione monoalbero, 2 valvole per cilindro
Alimentazione 3 carburatori Weber 40 DFI/5
Accensione mono, 2 spinterogeni
Lubrificazione carter umido
Frizione monodisco
Telaio tubolare in acciaio
Sospensioni anteriori indipendenti, quadrilateri trasversali, molle elicoidali, ammortizzatori telescopici, barra stabilizzatrice
Sospensioni posteriori ponte rigido, puntoni, balestre semiellittiche longitudinali, molle elicoidali coassiali con gli ammortizzatori telescopici
Freni a disco
Cambio 5 rapporti + RM
Sterzo circolazione di sfere con servosterzo
Serbatoio carburante capacità 100 l
Pneumatici anteriori 205 x 15
Pneumatici posteriori 205 x 15
Tipo di carrozzeria spider, 2 posti
Lunghezza 4900 mm
Larghezza 1780 mm
Altezza 1330 mm
Passo 2650 mm
Carreggiata anteriore 1405 mm
Carreggiata posteriore 1397 mm
Peso 1320 kg a vuoto
Velocità massima 245 km/h
Accelerazione 0-100 km/h -
0-400 m -
0-1000 m -