Al Salone di Detroit Ferrari rende omaggio al gruppo FIAT Chrysler con la pluripremiata 458 Italia

Maranello, 08 gennaio — Al Salone dell’Auto di Detroit la Ferrari non sarà presente ufficialmente ma esporrà un suo modello in un’area adiacente allo stand Chrysler, in omaggio all’accordo tra Fiat e la Casa americana. Il modello scelto è la 458 Italia non solo per il nome evocativo e per l’enorme successo commerciale e di critica che la berlinetta sportiva di Maranello sta riscuotendo in tutto il mondo, ma soprattutto perché è oggi l’esempio più evidente dell’applicazione dei contenuti tecnologici sviluppati in Formula Uno.

La 458 Italia, che rappresenta la nuova generazione di vetture a motore posteriore centrale 8 cilindri, è una sintesi di innovazione tecnologica, creatività e stile. In poco tempo ha collezionato i più importanti riconoscimenti internazionali, dagli Stati Uniti all’Europa così come in Medio ed Estremo Oriente, dopo essere stata sottoposta ad approfondite prove da parte delle testate più autorevoli del mondo. Ultimo in ordine di tempo il prestigioso New York Times che la colloca in cima alla sua Top 10 dedicata alle auto del 2010 definendola “miglior sportiva del mondo”.

Grazie al propulsore da 570 CV e allo straordinario rapporto peso/potenza di 2,42 Kg/CV la 458 Italia accelera da 0 a 100 km/h in meno di 3,4 secondi e raggiunge la velocità massima di oltre 325 km/h. La dinamica veicolo, supportata anche dai controlli elettronici che garantiscono il raggiungimento delle prestazioni in ogni condizione, è improntata alla massima sportività mantenendo nel contempo un comfort elevato.

Come per una monoposto di F1, il lavoro dei tecnici si è concentrato sulla ricerca dell’efficienza in tutti gli aspetti della vettura, un impegno che ha consentito di omologare la 458 Italia con valori eccellenti nel consumo (13,3 l/100 km) e nelle emissioni di CO2 (307 g/km nel ciclo combinato). Di derivazione F1 anche l’interfaccia uomo-macchina, con i comandi concentrati sul volante in modo che il pilota non debba mai lasciare l’impugnatura, a tutto vantaggio della sicurezza di guida.