Non è solo un motore, ma un’opera d’arte

Non è solo un motore, ma un’opera d’arte

GT & Sport Cars

Consegnato a Robert Sharpe il motore della 458 Speciale battuto all’asta della Cavalcade

Maranello, 4 settembre 2015 – “Quella sera, tra i vari oggetti che venivano battuti e che comunque erano interessanti per collezionisti e appassionati, questo motore mi è sembrato magnifico, davvero qualcosa di unico. E oggi, ricevendolo, sono felice ed emozionato”.

Robert Sharpe, industriale inglese e ferrarista di lunga data, è stato uno dei protagonisti della Cavalcade che si è svolta a Roma lo scorso giugno. L’evento si era concluso con una cena di gala ai Mercati di Traiano, durante la quale erano stati messi all’incanto memorabilia del Cavallino Rampante. Nel corso dell’asta era stato Mr Sharpe ad aggiudicarsi uno dei pezzi più importanti, l’ultimo motore prodotto della 458 Speciale. E oggi, finalmente, in una cerimonia che si è tenuta nel Reparto Montaggio Motori, alla presenza dell’amministratore delegato Amedeo Felisa e del direttore commerciale e marketing Enrico Galliera, ha potuto ritirare il suo cimelio.

Non è solo un motore, ma un’opera d’arte

Quello di Robert Sharpe per la Ferrari è un amore che risale alla sua gioventù: “Avevo 23 anni quando ho visto per la prima volta in casa le chiavi di una Ferrari. Mio padre aveva appena comprato una 328 GTS e l’aveva portata a casa. Io ho preso quelle chiavi e mi sono messo al volante: è stata una sensazione che non ho più dimenticato”. Ed è una sensazione che Robert vuole tramandare, visto che è arrivato a Maranello accompagnato dal figlio ventenne Casey, che era con lui anche alla Cavalcade.
Ora che cosa ne sarà di questo motore? “Lo metterò nel mio ufficio”, racconta Mr Sharpe. “Perché questo, malgrado tutti i premi che ha vinto, è molto più di un motore: è un’opera d’arte”.

Non è solo un motore, ma un’opera d’arte

L’asta che ha concluso la Cavalcade 2015, nella quale oltre al motore della 458 Speciale erano stati battuti un musetto della monoposto campione del Mondo 2004 di Michael Schumacher, una tuta di Kimi Raikkonen del 2014 e un paio di guanti sempre di Raikkonen del 2004, aveva raccolto complessivamente oltre 200 mila euro donati poi al Comune di Roma che li utilizzerà per il restauro di alcune aree dei Mercati di Traiano.