Non solo Rossa

Maranello, 27 giugno – Fin dagli albori delle corse automobilistiche, l’Italia e i suoi piloti sono stati identificati dal color rosso. Nonostante l’arrivo delle livree degli sponsor nella Formula 1 dagli anni Sessanta in poi, Ferrari è stata l’unica casa automobilistica a rimanere fedele alla tradizione, con le sue monoposto rigorosamente rosse. Di conseguenza per lungo tempo anche le Ferrari di produzione, le sue vetture sportive, sono state identificate con il colore rosso. A Modena e dintorni si sentiva dire ‘cinc sghei püssè ma russ’ (qualche lira in più ma di colore rosso) e per un lungo periodo quel colore è stato quasi una scelta d’obbligo. Addirittura a cavallo degli anni Novanta il rosso rappresentava quasi l’85% dell’intera produzione.

Oggi la situazione è molto cambiata e i clienti possono scegliere fra una vastissima gamma di colori e tecniche di verniciatura. L’acquisto di una Ferrari è un’esperienza esclusiva il cui primo passo è naturalmente la scelta della tinta carrozzeria, una delle aree di personalizzazione che negli ultimi anni ha visto il maggior sviluppo non solo, banalmente, per quanto riguarda il numero di colori disponibili ma anche sotto l’aspetto delle tecnologie.

In questo settore la tendenza degli ultimi tempi è il ritorno delle “bi-colore”, vetture che si contraddistinguono per l’applicazione alla carrozzeria di due tonalità differenti, di solito con il tettuccio in contrasto rispetto al corpo vettura. Un’abitudine già in voga nel passato, come dimostra la Ferrari 250 GT del 1957, bianca ma con la parte superiore verde, che recentemente ha riscosso grandissimo entusiasmo nei concorsi d’eleganza più importanti del mondo, aggiudicandosi quello di Villa d’Este nel 2009 e il Cavallino Classic a Pam Beach nel 2010. E infatti da qualche anno la Ferrari propone ai suoi clienti la possibilità di allestire le vetture con la configurazione “two tone”, consentendo di sottolineare ora l’eleganza delle sue Gran Turismo, ora l’aggressività delle sue sportive estreme.

La tecnologia viene utilizzata non solo per costruire vetture sempre più performanti e divertenti ma anche per “vestirle”. Di recente infatti il Cavallino Rampante ha introdotto un tecnica di verniciatura estremamente avanzata, studiata appositamente da Ferrari per rendere le superfici delle proprie automobili ancora più lucide. Si tratta delle tinte “tristrato”, per cui il colore viene applicato in tre distinte fasi, con il risultato di donare alla carrozzeria un colore più profondo e vivace del metallizzato tradizionale, che è inoltre cangiante a seconda dell’angolo con cui i raggi di luce si riflettono su di essa. Questa soluzione, abbinata alla finitura bi-colore, risulta di grande effetto e conferisce alla vettura un carattere ancora più spiccato.

Ma non basta, l’offerta di personalizzazione della Casa di Maranello prevede che i clienti abbiano a disposizione un’ulteriore risorsa, ovvero la possibilità del colore “su campione”. Si tratta in sostanza della riproduzione sulla carrozzeria di una vettura dello stesso punto di colore che caratterizza un oggetto appartenente al cliente e al quale di solito è molto legato. E’ una scelta molto diffusa che di fatto estende all’infinito le possibilità di verniciatura di una Ferrari.

Dal 2004 presso gli stabilimenti Ferrari di Maranello è in funzione un sofisticato impianto di verniciatura a base d’acqua, una scelta che ha consentito un adeguamento molto anticipato ai parametri sulle emissioni inquinanti e sulla riduzione dei consumi energetici introdotti dalla comunità europea solo tre anni dopo. Allo stesso tempo è stato avviato un programma di ricerca con l’obiettivo di ampliare la gamma colori, per soddisfare una richiesta sempre più raffinata e diversificata. Il recupero di preziosi materiali d’epoca custoditi negli archivi dell’azienda, sommato all’applicazione delle più recenti tecniche di lavorazione, ha permesso alla Ferrari di offrire una gamma “colori storici”, che ripropone oggi un catalogo unico di 10 tonalità raffinate ed esclusive ispirate alle vetture classiche degli anni ’50 e ’60. A scorrere la lista saltano all’occhio nomi evocativi come Blu Scozia, un pastello scuro ed elegante tipico delle vetture che partecipavano al Tourist Trophy, Avio Met, un azzurro vivace dalla connotazione tipicamente sportiva, o Vinaccia, dalla forte personalità.

Contestualmente la Ferrari ha cominciato a rendere disponibili le cosidette livree “challenge”, che prevedono l’applicazione di strisce verniciate tipiche delle vetture a ruote coperte utilizzate nelle competizioni. Nate come tocco caratterizzante per la 430 Scuderia, hanno subito avuto un grande successo su tutte le berlinette a motore posteriore-centrale, con idee che spaziano dalle strisce che riprendono quelle delle vetture di corsa d’epoca, impiegate per rendere riconoscibili le vetture dei diversi piloti in gara, al tricolore dell’Italia, una soluzione che ha colpito anche l’immaginazione dei clienti esteri della marca e che la scelgono per sottolineare il carattere “Made in Italy” della propria vettura.

Il programma di personalizzazione della Ferrari nasce per offrire alla clientela di tutto il mondo una vasta gamma di possibilità per rendere la propria vettura unica. Oggi, grazie alle decine di migliaia di combinazioni possibili, si può affermare a ben ragione che nessun esemplare di vettura Ferrari sia uguale ad un altro.

Grazie a questi sviluppi, la produzione Ferrari è oggi caratterizzata da una diversificazione di colori mai vista in precedenza. Il rosso, come vuole la tradizione, primeggia ancora, con una richiesta che da qualche anno si attesta attorno al 45%, ma al di là di questo punto fermo la distribuzione degli altri colori è cambiata in modo radicale, con un incremento nelle finiture ‘extra campionario’ che dall’1% dei primi anni 2000 è passata oltre il 10% nel 2010. Come dire che se non è rossa, non è detto che non sia una Ferrari.