Ogni Ferrari è un capolavoro

Ogni Ferrari è un capolavoro

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Il grande artista francese Bertrand Lavier in visita a Maranello

Maranello, 21 luglio – “I più grandi hanno un punto in comune: la capacità di arrivare sulla vetta e restarci, in equilibrio, senza mai cominciare la discesa. Era così per Mozart, che ha composto sempre musiche straordinarie e non è mai caduto nello scontato, o per Van Gogh, che dipingeva capolavori e niente di quello che ha fatto può considerarsi di livello inferiore. La Ferrari è così: ogni suo modello è un’opera d’arte”.

A dirlo è Bertrand Lavier, francese, 66 anni, uno dei più importanti esponenti dell’arte moderna, che ha fatto visita alla Ferrari su invito del direttore del Centro Stile, Flavio Manzoni che l’ha fatto incontrare con il suo staff. L’opera di Lavier si incentra soprattutto sulla trasformazione degli oggetti, che si tratti di macchine fotografiche o, appunto, di automobili, come la Ferrari Dino 308 GT4 che ha presentato all’Esposizione di Parigi nel 2005. E non è la prima volta che l’artista viene in visita a Maranello. “C’ero già stato su invito di Jean Todt nel 2004 e tornare qui è sempre un’emozione. Questo luogo è affascinante, sia per quello che crea sia per le strutture, con tutti questi edifici realizzati da grandi architetti”.

 

Durante il suo incontro con lo staff di Ferrari Design, Lavier ha parlato del suo percorso creativo, soffermandosi sulle vetture che ha trasformato, dall’Alfa GTV dell’83 alla più recente Ferrari Dino 308, senza dimenticare l’importanza della tradizione nell’innovazione, sia che si tratti di arte o di Ferrari: “C’è un filo sottile che lega l’arte antica a quella moderna, da Caravaggio a Warhol, che pur nella loro evidente differenza espressiva si ponevano gli stessi interrogativi ogni volta che creavano un’opera. E lo stesso vale per la Ferrari: guardo questa meraviglia che è la FXX K e noto un finestrino che mi ricorda la GTO degli anni Sessanta e mi dico che tutto è legato. Un’altra cosa: ci sono Ferrari che, quando sono nate, non erano apprezzatissime e poi, con il passare degli anni, ci si è accorti della loro bellezza: il tempo e la distanza ci hanno permesso di comprendere fino in fondo il loro valore. Non è stato così anche per tanti artisti?”